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I Gruppi di autoconsumo collettivo, uno strumento per la transizione energetica

Un accordo tra condòmini che viene approvato in assemblea di condominio, un impianto di produzione energetica da fonti rinnovabili installato in spazi comuni dell’edificio, le utenze comuni collegate all’impianto con consumo dell’energia al momento della produzione, l’immissione in rete e la vendita di quanto non utilizzato: questi, in sintesi, l’iter e il funzionamento tecnico, normativo e “comunitario” del “Gruppo di autoconsumo collettivo”, una forma associativa che si affianca alle “Comunità Energetiche”, condividendone gli obiettivi di facilitare la transizione energetica mediante l’impiego di fonti rinnovabili, aumentare il risparmio e contemporaneamente ridurre l’impatto ambientale di installazioni tecnologiche. 

Tra le forme associative per la produzione di energia elettrica, incentivabili dal GSE (Il Gestore dei Servizi Energetici), da alcuni anni troviamo infatti la libera Associazione di condòmini, o di piccole-medie Aziende o Enti pubblici situati nello stesso edificio, che condividono in spazi di pertinenza dello stabile (tetto, terrazze, cortile), la produzione di energia elettrica dallo stesso impianto in comune: necessario è che l’energia sia prodotta da fonte rinnovabile. Limitando la nostra analisi al condominio, da notare che, per la costituzione di questa Associazione tra condòmini, è sufficiente un accordo privato, con lo scopo di condividere costi e benefici di produzione, consumo e vendita dell’energia rinnovabile prodotta con gli impianti disponibili al gruppo. A testimonianza dell’importanza attribuita a questa forma “sociale” di transizione energetica verso un condominio “smart”, il GSE ha istituito un sito web appositamente dedicato alla normativa, agli incentivi e alle problematiche dei gruppi di Autoconsumo, https://www.autoconsumo.gse.it/

I gruppi di auto-consumatori di energia da fonti rinnovabili, che operano in regime collettivo, sono istituiti e disciplinati secondo la Direttiva Europea sulle Energie Rinnovabili 2018/2001 RED II, recepita in Italia mediante il DLS 199, 8/11/2021, appena perfezionato dal Decreto Ministeriale 7/12/2023, in vigore dal 24 gennaio u.s., che si occupa in maniera dettagliata delle politiche di autoconsumo diffuso riguardanti anche i Gruppi collettivi, destinando a queste politiche parte dei fondi PNRR. I membri del Gruppo di autoconsumo, anziché la denominazione “consumer”, meglio sarebbero definiti dal termine prosumer”, in una fusione delle parole “producer” e “consumer”, come produttori e consumatori di energia.  

Il gruppo di autoconsumo collettivo è quindi un gruppo di almeno due soggetti nello stesso condominio, che dispone di un impianto di produzione di energia da fonti rinnovabili. I partecipanti condividono l’energia prodotta in maniera “virtuale”, ovvero non direttamente ma attraverso la rete. In maniera ottimale, il Condominio costituisce il soggetto giuridico del Gruppo di Autoconsumo, che, mediante l’amministratore o altro incaricato (per esempio uno dei condòmini coinvolti), gestisce le pratiche e gli impianti, ricevendone gli incentivi erogati dal GSE e gli utili derivanti dalla vendita al gestore dell’energia non utilizzata ed immessa nella rete pubblica.  All’impianto di generazione possono essere collegate le utenze comuni, in particolare quelle che funzionano maggiormente quando l’impianto produce, in modo da incrementare il risparmio sui costi. Il Condominio gestisce poi incentivi e proventi. Gli scopi evidenti di questa Associazione energetica sono l’abbattimento dei costi delle bollette, la transizione verso l’utilizzo di fonti rinnovabili, la sostenibilità ambientale e l’aumento della consapevolezza del cittadino che, mediante la filosofia della condivisione, diviene proattivo verso le politiche ambientali, e coinvolto per l’aumento del livello “smart” del proprio condominio. 

Va da sé che la presenza di impianti “intelligenti”, ovvero in grado di monitorare in tempo reale i consumi e di attivare strategie (i cosiddetti “scenari”) in grado di ottimizzare produzione e autoconsumo, costituisce un fattore molto rilevante, se non indispensabile, per ottimizzare gli investimenti e raggiungere i migliori risultati in termine di risparmio nei consumi e in bolletta.