News06 Agosto 2026

Ricarica dei veicoli elettrici negli edifici: come progettare impianti intelligenti, interoperabili e pronti al futuro

Dalle wallbox ai sistemi HPC, passando per smart charging, gestione dei carichi e integrazione con la building automation: la ricarica elettrica diventa parte integrante dell’infrastruttura tecnologica dell’edificio.

La diffusione della mobilità elettrica sta cambiando profondamente il modo di progettare gli impianti tecnologici degli edifici. Quella che fino a pochi anni fa poteva essere considerata un’infrastruttura accessoria è oggi destinata a diventare un elemento strutturale dell’edificio intelligente, al pari degli impianti elettrici, della climatizzazione o della home and building automation.

Le recenti evoluzioni normative europee e nazionali vanno chiaramente in questa direzione. L’EPBD IV (Energy Performance of Buildings Directive) considera infatti le infrastrutture di ricarica parte integrante delle prestazioni energetiche degli edifici, mentre il Testo Unico dell’Edilizia, con l’art. 4 del DPR 380/2001 e soprattutto con l’art. 135-bis, ha introdotto già da alcuni anni specifici obblighi di predisposizione degli edifici di nuova costruzione e di quelli soggetti a ristrutturazioni importanti, imponendo la realizzazione delle canalizzazioni e delle predisposizioni necessarie alla futura installazione dei punti di ricarica.

Si tratta però solo del punto di partenza. La vera sfida è progettare sistemi capaci di dialogare con l’intero ecosistema tecnologico dell’edificio.

Una semplice wallbox domestica da 7,4 o 11 kW può infatti rappresentare un carico significativo per l’impianto elettrico di un’abitazione, mentre nelle realtà condominiali, direzionali o commerciali la contemporanea presenza di decine di punti di ricarica può determinare potenze complessive dell’ordine di centinaia di kilowatt. Nei contesti destinati alla ricarica veloce, con stazioni HPC (High Power Charging) da 150, 300 o persino oltre 350 kW, il tema assume dimensioni ancora più rilevanti, coinvolgendo direttamente cabine elettriche, sistemi di distribuzione in media tensione e strategie avanzate di gestione dell’energia.

Per questo motivo la progettazione non può più limitarsi al solo dimensionamento delle linee elettriche. Diventa essenziale valutare l’impatto della ricarica sull’intero sistema edificio-impianto.

In questo scenario assume un ruolo centrale lo smart charging, cioè la gestione intelligente della ricarica. Attraverso algoritmi di load balancing dinamico è possibile modulare automaticamente la potenza disponibile per ogni punto di ricarica in funzione dei consumi istantanei dell’edificio, evitando sovraccarichi e limitando la necessità di aumentare la potenza contrattuale. A tal proposito non si può non citare la roadmap italiana sullo smart charging che, con le recenti pubblicazioni della CEI 0-21 Allegato X e con il DLgs 9 gennaio 2026 n. 5 (recepimento della Direttiva Europea RED III), ha introdotto l’obbligo dal 01/01/2027 dell’installazione del CIR (controllore infrastrutture di ricarica) su tutti i punti di ricarica privati, come ad esempio le wall box residenziali. Questa decisione del nostro legislatore avvia un processo che porterà a tre risultati:

  • obbligo di smart charging sulle infrastrutture di ricarica residenziali
  • implementazione di funzionalità per la sicurezza della rete elettrica
  • possibilità per l’utente di accedere al mercato della flessibilità elettrica e ai suoi servizi

L’interoperabilità diventa quindi il vero elemento distintivo. Le infrastrutture di ricarica non devono operare come sistemi isolati, ma dialogare costantemente con il Building Management System (BMS), con gli impianti di produzione da fonti rinnovabili, con gli accumuli elettrochimici e con gli Energy Management System (EMS) dell’edificio.

Attraverso protocolli aperti e standardizzati, come OCPP (Open Charge Point Protocol) per la gestione delle colonnine e protocolli consolidati dell’automazione quali BACnet, Modbus o KNX, è possibile realizzare un’integrazione completa che consente di ottimizzare l’autoconsumo dell’energia fotovoltaica, sfruttare le fasce tariffarie più convenienti, limitare i picchi di assorbimento e, in prospettiva, rendere disponibili servizi di flessibilità alla rete elettrica.

La ricarica elettrica entra così a far parte di un più ampio sistema di gestione energetica dell’edificio, nel quale ogni utenza viene coordinata in funzione delle condizioni operative, della disponibilità di energia e delle esigenze degli utenti.

Non va inoltre dimenticato che l’evoluzione normativa europea guarda già oltre. Le future architetture energetiche prevedono edifici sempre più capaci di interagire con la rete attraverso logiche bidirezionali. Tecnologie come il Vehicle-to-Grid (V2G) e il Vehicle-to-Building (V2B), oggi ancora in fase di diffusione, consentiranno alle batterie dei veicoli di trasformarsi in vere e proprie riserve energetiche distribuite, contribuendo alla stabilità della rete e all’autonomia energetica degli edifici. Non c’è dubbio che l’auto elettrica sia considerato uno dei carichi privilegiati di flessibilità, per la sua capacità di scambiare ed immagazzinare energia.

Tutto ciò comporta una crescente attenzione anche sotto il profilo della cybersecurity, della continuità di servizio e della qualità dell’infrastruttura digitale. Ogni punto di ricarica è infatti un dispositivo connesso che genera dati, comunica con piattaforme cloud e interagisce con altri sistemi tecnologici dell’edificio. Garantire interoperabilità significa quindi anche garantire sicurezza, affidabilità e possibilità di evoluzione nel tempo.

La diffusione della mobilità elettrica rappresenta dunque molto più dell’installazione di nuove colonnine. È un’occasione per ripensare l’intera progettazione impiantistica secondo una logica sistemica, nella quale energia, dati e automazione convergono in un’unica infrastruttura intelligente. Un’evoluzione che richiede nuove competenze progettuali e installative, ma che apre anche importanti opportunità per tutta la filiera tecnologica italiana.

In fondo, la vera infrastruttura della mobilità elettrica non è la wallbox. È l’edificio intelligente che la rende parte di un sistema capace di gestire energia, informazioni e servizi in modo integrato.

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